Diari

A TORINO PIOVE SEMPRE di Domenico Dara

mercoledì, 29 gennaio 2014

Non era abituato a ricevere telefonate. Lo squillo si diffuse nelle stanze vuote come un urlo. Afferrò la cornetta esitando. Pronto? Tale Mario Marchetti gli annunciava che era tra i finalisti del premio Calvino. Io? Sicuro? Il signor Marchetti aveva una voce senza età, poteva avere 30 o 100 anni, e questo lo confondeva di più. Non capiva cosa dicesse, nella testa gli scorrevano solo quelle parole, finalista del premio Calvino, finalista del premio Calvino come sottotitoli d’un film muto. Non lo dica a nessuno, concluse la voce senza tempo, più in là verrà contattato dalla nostra segreteria. Forse non si erano nemmeno salutati. Sorrise, si guardò intorno: non è un sogno. Sorrise anche qualche settimana dopo, quando, seduto alla scrivania, la segreteria gli telefonò per i particolari. La voce gioiosa di Gaia Salvadori era quella d’una ragazzina all’ultimo giorno di scuola: una camera doppia lo aspettava il 19 aprile all’hotel Alpi Resort. Finita la telefonata, il postino aprì il suo breve trattato e trascrisse la coincidenza numero 632: (altro…)

ALLORA di Francesco Maino

martedì, 19 novembre 2013

Allora.

Una domenica pomeriggio di aprile vado a farmi una birretta al parco fluviale sul Piave, a duecento metri da dove abito io, in un cinquantanove metri quadrati “calpestabili”, tra le Via Battisti e Crispi, nel cuore della paesopoli di quarantaquattro mila (44.000) abitatori battezzati.

Attualmente, in paese “insistono” una quarantina di banche, di bar, una macelleria, sette negozi sette di fumarette elettroniche, un pugno di compro-oro, e alcuni negozi che vendono stracci vari, una carto-libreria la cui vetrina espone zainetti di marca e il cartonato altezza-uomo della pubblicità del prossimo libro di Dan Brown. (altro…)

TOUCH-SCREEN di Andrea D’Urso

lunedì, 23 settembre 2013

A volte penso: menomale che il telefono touch-screen me l’hanno regalato due giorni dopo che mi hanno chiamato dal Calvino per comunicarmi il mio ingresso in finale. Questo perché se me l’avessero regalato due giorni prima, ad esempio, non avrei mai risposto a quella telefonata. Questo perché ancora, durante la mia prima settimana di touch-screen non riuscivo a rispondere alle telefonate, dato che quando squillava la suoneria e compariva l’icona rossa gigante di un telefono, io ci premevo sopra col dito con tutto me stesso, mentre era necessario solamente, lievemente, trascinare. Trascinare sta al touch-screen come sopravvivere sta alla vita, ma io questo ancora non lo sapevo. (altro…)

UN PESCE NELL’ACQUA di Simona Rondolini

lunedì, 23 settembre 2013

Quando entro nella Sala grande del Circolo dei Lettori, sono un pesce nell’acqua. Solo che l’acqua non è più la stessa: la brocca è stata riempita di champagne e sto nuotando fra le bollicine.

Mi siedo guardinga in una delle prime file, solo per accorciare il tragitto che dovrò percorrere, sotto gli occhi di tutti, quando verrò chiamata a parlare. Dopo poco mi sento toccare leggermente la spalla. Mi volto e una signora gentile, materna, mi dice: “Non so cosa lei abbia scritto, ma mi piace molto la sua giacca”. Tiro un gran sospiro di sollievo, perché quando uno ha paura qualunque rassicurazione va bene, perfino quelle piccole e incongrue. (altro…)

UNA GIORNATA PARTICOLARE di Eugenio Giudici

lunedì, 23 luglio 2012

Quando alla cerimonia di premiazione mi hanno chiamato per primo ho pensato che ero l’ultimo. Ricordo che in tempi lontani, presentando le proposte di campagna pubblicitaria, io stesso cominciavo dalla meno vincente. Mi viene da sperare che abbia ragione quello che disse gli ultimi saranno i primi, o viceversa. Purtroppo non ho il dono del credere, perciò la cosa per me non vale, in compenso ho la ricchezza del dubbio e ciò torna utile in situazioni come questa. Infatti mi permette di spostare a piacimento la mia posizione in classifica, cosa che conta solo come lenitivo per i dolori da presunzione. Che non fossi il vincitore lo sapevo già, altrimenti l’avrei già saputo, più o meno è una regola generale, ma il dannato dubbio gioca scherzi anche sulle certezze più ovvie e questo è il rovescio della medaglia. (altro…)